La pentola d'oro
n°1 - novembre 2003
Talmente discreti, i Boroni, da non farsi praticamente notare nemmeno sulla strada a Borzago di Spiazzo dove hanno la distilleria ed il punto vendita. Figuriamoci quando vanno su per la montagna a raccogliere le radici e le bacche destinati ad essere prima fermentati e poi distillati con il piccolo ed originale (risale al 1849, data d'inizio dell'attività) alambicco a bagno maria riscaldato a legna. Lì si mimetizzano praticamente con il territorio che conoscono palmo a palmo, dacchè da un secolo e mezzo percorrono le medesime vallate alla ricerca di radici di genziana ed imperatoria e bacche di ginepro, ottenendo speciali permessi dalla Forestale (la prima autorizzazione documentata risale al 1852). Fedeli e rigorosi, innamorati del loro lavoro e della loro terra, Giulio Boroni con i figli Giovanni, Marisa e Patrizia continuano la tradizione della Distilleria Genziana, nel cui alambicco vengono distillati da sempre solamente questi tre prodotti spontanei che più naturali non si può essendo raccolti tra l'altro in zone dove nessuna pratica di forzatura agronomica ha mai potuto arrivare. Distillati che negli anni sono stati considerati anche alla stregua di medicinali, ma che hanno nelle straordinarie ed uniche qualità organolettiche la principale virtù. Fine ed intensa al naso, morbida la palato la Genziana; più aromatico e particolare il profumo dell'Imperatoria (è il distillato della radice dell'omonima pianta tipica di montagna, un'ombrellifera il cui profumo ricorda quello del sedano e dell'angelica); balsamico, netto, speziato sia profumo che il gusto del Ginepro (niente a che vedere con il Gin).