Il segreto del distillato di genziana
di Giuliano Beltrami
L'Adige-Domenica 27 agosto 2000
"E' forte, e
si sente, ma non pizzica: non ti brucia il palato e la gola". Diciamo così,
tenendo in mano il bicchierino di liquido trasparente "Esatto. E' proprio
qui il segreto", si illumina il nostro interlocutore.
Siamo a Borzago (una delle frazioni che compongono Spiazzo), in casa di Giulio
Boroni. Casa e distilleria a dire il vero. Qui nel 1849 Cesare, il bisnonno
di Giulio, scrisse la domanda di iscrizione alla Camera di Commercio di Trento.
E qui gli arrivò il certificato. Qui per centovent'anni Cesare, poi giù giù,
fino ai nipoti Cesare ed Ernesto, hanno distillato genziana. Fino al 1969,
quando la chiave girò per l'ultima volta nella porta dello stanzone.........
....Trent'anni secchi senza distillato. Fino all'anno scorso, quando Giulio
(ormai in pensione) non ha più saputo resistere alla pressione degli amici
che gli dicevano: "Dai Giulio, o ti rimetti a fare la genziana, o comunichi
il segreto dei tuoi avi: non vorrai portartelo con te fino…."
E allora eccolo lo scatto d'orgoglio; ed ecco il ritorno alle radici: le radici
del cuore (quelle della famiglia) e le radici della terra (quelle della di
genziana). Dall'anno scorso l'alambicco a legna ha ricominciato a bollire
e la serpentina a zampillare il liquido prezioso.
E' rinata la genziana Boroni. Liquido prezioso anche perché sgorga in quantità
modeste. D'altronde la radice di genziana non è facile da trovare da trasportare
a valle. "Oddio, più facile di un tempo" sottolinea Giovanni, il figlio di
Giulio, che lavora in banca ma è il titolare dell'azienda: sta apprendendo
i segreti che furono di Cesare ed eredi.
Un tempo - aggiunge - non c'erano strade forestali, per cui i sacchi con le
radici venivano trasportati a spalle fino al fondovalle. Oggi è tutto più
comodo ".
" Noi - spiega Giulio - potevamo contare su una serie di collaboratori che
ci portavano le radici ". E racconta di due donne di Praso che aiutarono per
quarant'anni. Ma la raccolta, proprio per la fatica del trasporto, era prerogativa
principale degli uomini. Alle donne aspettava il lavoro certosino di pulizia
dalla terra. Poi toccava ancora agli uomini che dovevano tagliare le radici
con coltellacci lunghi quasi un metro.
" Eh, oggi non sono più i quaranta quintali degli zii ", sospira Giulio............
Mentre parliamo entriamo nel laboratorio: un profumo dolciastro, misto fra
genziana, alcool e legna, colpisce il naso Ci viene una battuta (infelice?):
è l'incenso della sua chiesa, Giulio. Sorride. " Da domani si lambicca ",.......
" Ci vuole una gran passione ", dice la moglie Bruna, ........ Già, una gran
passione, perché a Borzago lavorano artigianalmente: puliscono, tagliano,
distillano, imbottigliano, etichettano, tutto a mano. Tutto a mano come una
volta: come faceva il bisnonno, il nonno e gli zii di Giovanni. Ti vien da
chiedere: perché questa genziana è così buona? Qui scattano due molle in Giulio:
l'orgoglio e la discrezione. Gioisce, e si capisce quando gli dicono che la
sua genziana è la migliore, però tace. Si limita a dire nella rotonda parlata
rendenese, che noi traduciamo: " Ci sono dei segreti che non posso dire, perché
ci sono delle aquile intorno…". Comunque il segreto ora è passato al figlio
Giovanni, perciò i patiti della genziana possono stare tranquilli. E dall'anno
prossimo la distilleria Boroni ci promette altre due preziosità: il ginepro
e l'imperatoria. Nella più genuina tradizione montanara, ma con un occhio
alla modernità.