L'alambicco butta ancora genziana
di Renzo M. Grosselli
L'Adige-Domenica 9 dicembre 2001
Dopo 200 anni
dalle prime distillazioni ma, soprattutto dopo trenta dalle ultime, la distilleria
delle erbe di montagna riparte. Quasi un presumere che la montagna stessa,
non quella del turismo e dello sci, ma quella del lavoro dei campi e dei prati,
possa ritrovare di nuovo una propria strada. Si tratta della Distilleria Genziana
Boroni di Borzago, in Val Rendena. Una " ricetta", la sua, che un tempo ingolosì
pure una delle maggiori produttrici italiane di distillati......................
La vera anima di questa storia è Giulio Boroni, 72 anni, uno di quegli uomini
che credono, si infervorano, combattono. E realizzano.............Accanto
a Giulio c'è la figlia Patrizia mentre Marisa è occupata al Mercatino di Natale
di Trento dove pare che le bottiglie dei Boroni stiano andando a mille. "Fino
a trenta anni fa - inizia il racconto Giulio - partecipai all'attività della
distilleria di famiglia, la Boroni di Borzago. Erano i miei fratelli Cesare
Ernesto ed Elsa a dirigerla. Tirarono avanti sino al 1970. Ma l'ultima distillazione
fu nel 1969, l'anno dopo si vendette il prodotto....... Fino a qualche anno
prima i Boroni avevano lavorato forte, distillando da 80 a 100 ettolitri di
prodotti. Sempre di tre tipi: le due radici montane della genziana e dell'imperatoria
e le bacche del ginepro." Erano però anziani - dice Giulio, il fratello di
gran lunga più giovane - e la manodopera costava sempre di più ". Si trattava
peraltro di un lavoro faticoso: bisognava salire a 2000-2200 metri a raccogliere
radici e bacche, riempire dei sacchi, metterseli sulle spalle e scendere in
valle. La clientela della piccola azienda era soprattutto trentina ma qualche
ristoratore e barista si serviva da loro anche a Genova, Roma, Milano.
Come era nata la cosa? Patrizia ci porta i documenti. Il profumato linguaggio
di un tempo: il 4 maggio 1830 " Teresa vedova di Giuseppe Boroni, madre di
cinque figli tutti minorenni, onde guadagnare il sostentamento per sé e figli,
esercita in tempo d'estate il mestiere di fabbricatore di acquavite di genziana.
Essa tiene la sua capanna a tal uso eretta vicino ad una posizione montuosa
detta stallo porcile. Ma era forse dalla fine del Settecento, dice Giulio,
che la genziana era lavorata, sotto Campo Carlo Magno, nel Bait de l'anziana.
"Distillavano i miei avi, mio trisavolo. Mio padre Giovanni agli inizi del
Novecento distillava ancora in quel posto. Ma nel 1908 papà e nonno Cesare
crearono la piccola distilleria di Borzago". Ufficialmente si sa che la prima
licenza i Boroni la staccarono nel 1849. La produzione, già d'allora, era
quella di distillati di genziana, imperatoria e ginepro. La materia prima
era raccolta in Val Genova, Val Nambrone, Val di Borzago, Val di Vigo, Val
di Breguzzo.
Versa tre gocce dei tre distillati Patrizia. Assaggiamo l'imperatoria: un
sapore robusto, denso di legno e amaro di tormento, crudo. Buono. Poi la genziana
il cui amaro fa bene al solo pensiero della digestione. E il distillato di
ginepro che ricorda cavalieri inglesi all'attacco. Porgiamo un sorriso a Patrizia.
Per dirle che l'assaggio poteva essere ripetuto, per carpire sin le più profonde
verità ai tre nettari. Chiaro no?
I tre fratelli Boroni, nessuno dei quali era sposato e con prole, mollarono.
Per loro ce n'era abbastanza. Era morta una delle distillerie più tradizionali
del Trentino. Ma quelli erano anni in cui la corsa era verso la modernità
e la tradizione era valutata poco più che un impaccio. Giulio Boroni continuò
con il suo lavoro e si pensionò nel 1989. " Ma sempre, in quegli anni e anche
dopo, qualche amico mi chiedeva delle nostre grappe. Il pensiero c'era. E
c'era tutto in casa, come un tempo: le vecchie etichette, i coltelli speciali
per tagliare le radici, la macchina che li sostituì nel 1955, l'alambicco.....
E allora ho voluto provare. Nel 1998 -racconta con verve - ottenemmo l'autorizzazione
per fare una prova. Raccogliere le radici, tagliarle al modo giusto, farle
fermentare e distillarle ". Ed in un fiato al vecchio rendenèro esce: " La
mè vegnua bona! " Ed allora nel 1999 ecco la nuova licenza per la Distilleria
Genziana Boroni, intestata al figlio maschio Giovanni,.........ma, Giulio
ne è l'anima poetica.